Midnight Blues

Storie di notte e storie di note. Storie di blues struggenti, di chitarre impazzite, di riff lunghi, lunghissimi, pezzi che durano anche 10-15 minuti, tanto puoi improvvisare e andare avanti all’infinito. Storie di locali bui, tanto fumo e tanto alcool, pochi avventori e ancora meno soldi. Storie di puttane, droga, scommesse clandestine. Storie di pallottole e coltelli, dell’odore che fa la paura quando capisci che questa potrebbe essere l’ultima volta che hai sentito una chitarra suonare. Storie di gente strana, finita qua chissà come e chissà perché, ma che ormai non potrebbe più stare da nessun’altra parte. Storie di sbirri, a volte buoni, a volte meno, onesti e corrotti, alcolizzati o dalle frequentazioni poco raccomandabili. Storie di amori, grandi e piccoli, di una intera vita o di una sola notte. Storie di sesso, ovviamente, nella suite lussuosa di un hotel o consumate velocemente in piedi contro il muro di un vicolo, con la gonna alzata e la zip abbassata. Storie di amicizie, grandi e piccole, che nascono da un momento all’altro o durano da sempre. Storie di morte, improvvisa o quasi attesa, naturale o violenta. Storie di disgrazie e di angeli che ti vengono a salvare. Storie di vita, che ritorna all’improvviso, come quando arriva l’alba e capisci che anche questa notte, bella e maledetta, materna e pericolosa, santa e puttana sta per finire, perché tra poco il sole sorgerà ad est e il popolo della notte andrà a cercare riposo da qualche parte.

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