Ricordi e speranze

Quanti concerti abbiamo visto qua? Almeno una ventina, credo.
Oggi al posto del palco c’è una lunga fila di sedie distanziate sulle quali ci sediamo ordinatamente noi che siamo di turno oggi in questo rito collettivo che è diventato il vaccino anti Covid-19. Abbiamo fatto la fila per entrare, ma nessuno correva per prendere i posti sotto il palco. Siamo entrati ordinatamente, facendo le tappe che ci venivano richieste, la compilazione dei moduli, l’anamnesi, poi il vaccino e ci siamo seduti qua ad aspettare il canonico quarto d’ora.
Sopra la mia testa c’è ancora il traliccio delle “americane” come si chiamano le strutture (in questo caso appese al soffitto) destinate a sorreggere le luci sopra al palco, cosa che mi fa capire (ma lo sapevo già, conosco bene questo posto) che sono seduta esattamente nel punto in cui si montava il palco. Qua ho visto esibirsi Pearl Jam, Bob Dylan, Ben Harper e, in tempi più recenti, Toto, Franz Ferdinand, Metallica, Queens Of The Stone Age, Queen con Adam Lambert e altri artisti.
Ma il mondo è cambiato in due anni e ormai i concerti ce li siamo dimenticati e oggi qua facciamo i vaccini.
A presto, Unipol Arena, di nuovo con il palco, le luci e la gente scatenata sotto il palco a ballare, cantare, abbracciarsi e sudare assieme.

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