Umanità

A pranzo sono quasi sempre in giro, a causa del mio lavoro. Frequento quindi con una certa assiduità ogni genere di locali, dai fast food alle trattorie. E in queste occasioni mi dedico a una delle mie attività preferite: l’osservazione dell’umanità. Oggi non c’è nulla di particolare (a parte il fatto che ogni volta che vengo qua mi farei la cameriera, ma questa è un’altra storia), ma ci sono volte in cui vedo personaggi che scatenano la mia fantasia.

Ci sono le coppie illegittime, che si vedono subito: gli atteggiamenti, gli scambi di effusioni quasi esagerate di chi deve sfruttare al massimo il tempo che gli è concesso di passare con il partner; gli sguardi attorno guardinghi per controllare gli altri avventori.

Poi ci sono gli innamorati, i ragazzi che rubano quell’ora per stare assieme e godersi un momento tutto loro: anche loro si concedono effusioni, ma hanno un sapore diverso, sono pulite, dolci, pure. L’amore che non si deve nascondere, se non forse da qualche genitore o qualche ex fidanzato/a troppo possessivi.

Ci sono anche le coppie consolidate a pranzo fuori, quelli che magari si incontrano qua anche se lavorano in posti diversi, solo per poter avere mezz’ora senza figli che reclamano attenzioni o colleghi pedanti o altre seccature. Non si fanno molte effusioni amorose, ormai il loro è un amore solido, duraturo, ma gli sguardi che si scambiano dicono tutto: ormai non c’è bisogno di parlare per capire cosa pensa l’altro.

Ci sono i colleghi a pranzo assieme (categoria alla quale a volte appartengo anch’io): a volte composti, a volte rumorosi, gruppi di uomini e donne di varie età, che conversano di lavoro o dei propri interessi extra lavorativi, perché hanno scoperto che quel collega ha proprio i loro stessi interessi.

Un gruppo molto bello è quello che io chiamo degli amici ritrovati: due o tre amici, magari di lunga data, che non hanno molte occasioni di vedersi, presi come sono dalla vita quotidiana, piena di impegni e cose da fare e che approfittano di quell’ora per passare un po’ di tempo assieme. Uomini, donne o anche entrambi che si raccontano cosa la vita li ha portati a fare nel tempo che non si sono visti.

E poi ci sono i solitari, come me oggi. Quelli che il più delle volte scelgono di passare quest’ora in silenzio, con le cuffie nelle orecchie e guardano la gente oppure inseguono i propri pensieri o i propri demoni nella speranza di capire qualcosa di più di quella cosa meravigliosa, complicata e a volte terribile che è la vita.

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